La preoccupazione che aleggia in casa doriana è motivata e palpabile alla luce del silenzio calato sulle sorti del sodalizio grigiorosso. La proprietà resta saldamente nelle mani di Raffaele Niutta in attesa di proposte da parte di potenziali acquirenti che dovranno comunque valutare lo stato finanziario del club.
Tuttavia, le quotazioni e l’appeal del club grigiorosso sono calate al minimo storico considerata l’indifferenza mostrata non solo dagli imprenditori e addetti ai lavori locali ma anche dal gelo calato intorno all’US Angri nel panorama calcistico.
Il 30 giugno è alle porte ed entro quella data Niutta dovrà sistemare le eventuali pendenze con i tesserati evitando una serie di vertenze che andrebbero a pesare sulla futura e potenziale gestione in termini monetari e con diversi punti di penalizzazione.
Entro il 15 luglio, intanto, sarà possibile presentare le istanze per cambi di denominazione e fusioni. Una scadenza da cerchiare in rosso qualora si volesse attuare un piano alternativo attraverso l’acquisizione di titoli sportivi nei campionati minori e alimentare la quasi centenaria storia del cavallino grigiorosso.
Il rischio sarebbe ricominciare dal fondo come avvenuto anni addietro con il progetto “Ripartiamo” coordinato da un gruppo di passionali tifosi.