La nuova generazione dell’atletica italiana continua a far parlare di sé, con i mondiali di Budapest in programma a fine agosto che, in qualche modo, strizzano l’occhio alle velleità di regalarsi un exploit. E il salto in lungo è tornata ad essere disciplina particolarmente amica dei colori azzurri: se Larissa Iapichino non è più una sorpresa, pronta a giocarsi una medaglia contro le migliori rivali al mondo, Mattia Furlani in qualche modo ha deciso di volerne emulare le gesta.
E a Gerusalemme, dove questa settimana si tengono i campionati Europei Under 20, il lunghista ha sbrigato in fretta la pratica qualificazione alla finale, in programma nel pomeriggio di martedì: con la misura di 8.07 il talento originario di Marino (hinterland della capitale) ha centrato l’obiettivo addirittura al primo salto, senza necessità neppure di dover forzare, prendendo subito il comando di una gara che lo vede come logico favorito dopo lo straordinario 8.24 saltato a Hengelo (Olanda) lo scorso 4 giugno.
Mattia Furlani, figlio d’arteLa quarta prestazione di sempreA Budapest per fare esperienzaC’è un oro da conquistare a Gerusalemme
Mattia Furlani, figlio d’arte
Mattia è figlio d’arte, essendo nato dall’unione tra l’ex saltatore in alto Marcello (40 anni fa arrivò a saltare a 2.27) e Khaty Seck, quest’ultima discreta velocista senegalese della fine del secolo scorso. In famiglia l’atletica è vissuta alla stregua di una religione: la sorella Erika è una saltatrice in alto, il fratello minore Luca a sua volta un lunghista.
Va da sé che Mattia ha cominciato da bambino proprio con il salto in alto, dove non esclude un giorno di tornare a gareggiare con maggior frequenza.
La quarta prestazione di sempre
L’amore per il lungo però nel tempo ha preso il sopravvento, e con esso anche i risultati che non hanno tardato ad arrivare: già oggi che ha appena 18 anni e mezzo (è nato il 7 febbraio 2005) Furlani vanta la quarta prestazione di sempre nel lungo dell’atletica italiana, oltre che naturalmente il record Juniores (quindi Under 20).
Non ci fosse stato un po’ più vento del consentito (cioè 2,2 m/s, appena superiore ai 2,0 m/s consentiti dal regolamento), Mattia sarebbe andato ancora oltre, avendo saltato 8,44 a Savona. Ma i margini per ritoccare il proprio primato personale ci sono tutti, e magari già nella finale degli Europei in terra israeliana qualcosa potrebbe accadere.
A Budapest per fare esperienza
Per staccare il pass per Budapest mancherebbe ancora un centimetro (8.25 la misura minima per accedere alle qualificazioni), ma il lunghista laziale è messo bene nel ranking internazionale, dove attualmente occupa la 15esima posizione.
L’obiettivo è qualificarsi almeno per la finale, entrando quindi a contatto con i primi 12 al mondo. Di sicuro c’è che il futuro strizza l’occhio a un ragazzo che è cresciuto a pane e atletica, e che seppur giovanissimo sa già di avere sulle spalle la pressione del dover dimostrare sempre qualcosa di più grande.
Una pressione che Mattia ha detto però di caricare ben volentieri, deciso a costruire qualcosa di importante assieme alla “sorella maggiore” Iapichino, con la quale ha condiviso buona parte delle tappe della sua giovane carriera.
C’è un oro da conquistare a Gerusalemme
Prima però c’è da riportare a casa una medaglia d’oro da Gerusalemme, che già nell’estate del 2022 lo rivelò una volta di più al mondo grazie ai due ori conquistati nei campionati Europei Under 18 (8.94 nel lungo, 2.15 nel salto in alto).
Quel che potrà poi combinare a Budapest è presto per dirlo: se quel pomeriggio a Savona il vento a favore fosse stato leggermente inferiore, oggi Furlani avrebbe addirittura la miglior prestazione mondiale, davanti anche l’indiano Jeswin Aldrin che a marzo ha saltato 8.42 (con 1,8 m/s).
A Mattia in terra magiara basterebbe semplicemente essere al cospetto dei migliori al mondo, senza troppe aspettative e con la voglia di fare esperienza. Ma l’estate del talento di Marino ha ancora tanto da raccontare.