In occasione dei quarti di finale allo US Open, è in programma il derby statunitense tra Frances Tiafoe e Ben Shelton, l’ultima giovane speranza del tennis d’oltre oceano che sta sorprendendo tutti a suon di ace da record e che ha già vinto uno scontro tutto made in USA contro Tommy Paul.
Un predestinato figlio d’arteLa crescita nel 2022 I quarti agli Australian OpenL’idolo FedererUS Open e il confronto con Roddick
Un predestinato figlio d’arte
Ben ha il tennis che scorre nel sangue. Suo padre, Bryan Shelton, fu infatti un tennista professionista tra gli anni ’80 e ’90, capace di vincere due tornei ATP (entrambi a Newport sull’erba) e di raggiungere la posizione n°55 ATP come proprio best ranking, posizione già superata dal figlio, che con i quarti agli US Open si è garantito l’accesso in top 30 (al momento è virtualmente il n°27 al mondo).
Appesa la racchetta al chiodo Bryan ha intrapreso la carriera di allenatore nei college statunitensi dove ha allenato anche Ben, che a dodici anni aveva deciso di abbandonare il football americano proprio per seguire le orme del padre. I due insieme hanno vinto il titolo NCAA 2021.
La crescita nel 2022
In seguito alla conquista del titolo nazionale a squadre, Shelton decide di passare al professionismo. Vince il suo primo incontro ATP contro Ramkumar Ramanathan ad Atlanta, dove viene eliminato in tre set al secondo turno dal connazionale John Isner, che a fine partita ne esalterà il talento: “Spero sia l’ultimo match contro di lui, non saprei come potrei batterlo nuovamente”.
A Cincinnati batte il nostro Lorenzo Sonego e, soprattutto, conquista quello che rimane il suo scalpo più importante, ovvero Casper Ruud, allora n°5 al mondo. Ad agosto gli viene concessa una wild card per lo US Open, dove fa il suo esordio, perdendo in cinque set contro Nuno Borges, in un tabellone principale dello slam.
Grazie ai risultati ottenuti durante l’anno, compresi tre Challenger vinti in tre settimane consecutive a novembre, chiude la stagione in top 100. Il tutto senza essere mai uscito dagli Stati Uniti.
I quarti agli Australian Open
La prima uscita dai confini USA coincide anche con il primo grande exploit della sua carriera. Agli Australian Open 2023 Shelton è infatti protagonista di un’incredibile cavalcata che lo porta a diventare il più giovane statunitense ai quarti di finale, dove cede a Tommy Paul, di un torneo del Grande Slam da Andy Roddick agli US Open 2001.
L’idolo Federer
Nonostante assomigli più a Rafel Nadal per il fatto di essere mancino, per la forza fisica e per le canottiere che ne contraddistinguono l’outfit, l’idolo di Shelton è Roger Federer, il quale sembra nutrire grande stima per il giovane portento statunitense.
Dopo i risultati a Melbourne, infatti, lo Swiss Maestro ha deciso di puntare su di lui e Iga Swiatek come atleti di spicco per il marchio On, di cui è uno degli azionisti. Un riconoscimento che avrà sicuramente fatto molto piacere a Ben, il quale starà sfruttando la vicinanza con Roger anche per strappargli qualche prezioso consiglio.
US Open e il confronto con Roddick
Shelton è anche uno dei protagonisti di questa edizione degli US Open, dove sta facendo parlare di sé per i risultati e per gli ace. Il classe 2002 ha infatti superato Pedro Cachin, Dominc Thiem, Aslan Karatsev e Tommy Paul, prendendosi la rivincita dopo la sconfitta rimediata agli Australian Open e raggiungendo così i quarti di finale dello slam americano, anche in questo caso più giovane statunitense a riuscirci da Roddick nel 2001.
Ma non si tratta dell’unico record che ha rischiato di strappare all’ultimo nativo USA a essersi issato in cima alla classifica ATP. Big Ben Shelton ha anche messo a segno un ace a 149mph nel derby contro Paul, avvicinandosi al record di ace più veloce nella storia del torneo che appartiene proprio ad Andy (152mph nel 2004).
Adesso per Shelton ai quarti di finale ci sarà Frances Tiafoe. Un altro derby statunitense che si prospetta molto combattuto e dall’atmosfera infuocata e in qui Ben cercherà di raggiungere la sua prima semifinale a livello slam, che gli garantirebbe anche l’ingresso nella top 20 mondiale.
