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    Italia senza Mondiali, Mei e Di Mulo come Gravina e Gattuso: il flop della staffetta 4×400 e l’attacco feroce. Cosa è successo

    6 Aprile 2026Nessun commentoTempo di lettura 4 Min
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    La staffetta delle polemiche. Una gara apparentemente di poco conto disputata un paio di giorni prima di Pasqua si trasforma in un caso. La staffetta 4×400 maschile dell’Italia manca la qualificazione alle World Relays e sul presidente Fidal Mei e sul responsabile Di Mulo si scatena la bufera.

    • Italia senza Mondiali, il flop della 4×400
    • L’attacco durissimo del Corriere
    • Le critiche a Di Mulo dopo i Mondiali
    • La candidatura per i Mondiali

    Italia senza Mondiali, il flop della 4×400

    Nel mondo dell’atletica c’è un vecchio adagio che recita che il movimento di una nazionale si giudica dallo stato di salute e dai risultati delle staffette 4×400. Una concezione forse un po’ datata ma che per molti rimane ancora attuale. E forse per questo motivo ha fatto molto scalpore la mancata qualificazione della staffetta maschile alle World Relays (i mondiali di specialità, se vogliamo definirli così). La nazionale azzurra però proprio nei 400 metri ha dovuto fare i conti con i tantissimi infortuni che l’hanno privata dei suoi atleti di punta (a cominciare dal giovane e promettente Luca Sito). E nel meeting di Catania il 3’04”68 non è bastato per scalzare nella classifica Mondiale il 3’03”07 della Thailandia che rappresentava l’ultimo crono di qualificazione per le prove in programma a Gabarone (Botswana) a inizio maggio. A comporre la squadra azzurra Vanni Pico Akwannor (al debutto), Vladimir Aceti, Alessio Sibilio e Lorenzo Benati.

    L’attacco durissimo del Corriere

    Il giorno dopo la mancata qualificazione arriva un attacco durissimo del Corriere della Sera all’indirizzo della gestione della staffetta azzurra con critiche severe nei confronti del presidente Mei e del responsabile tecnico delle staffetta Filippo Di Mulo. Nell’articolo di Marco Bonarigo sembra quasi emergere un confronto tra il flop della 4×400 e quello dell’Italia del presidente Gattuso e del ct Rino Gattuso: “La 4x400m paga una profonda crisi di talenti, l’età avanzata dei migliori specialisti e gli infortuni che affliggono i più giovani”. Ma è sulla gestione del tentativo di Catania che emergono le critiche più severe: “La Fidal non si era accorta che non c’erano gare disponibili in cui testarsi. A fine marzo ha provato a organizzare una 4×400 a Roma dove però non c’è nessuna pista disponibile. Dopo lunga ricerche l’unico impianto disponibile è a Catania. Si sono invitate a costi altissimi le rappresentative di Danimarca e Slovenia. A poche ore dalla gara si è scoperto che la Danimarca non sarebbe arrivata e quindi si è rattoppata una squadra formata da quattro ragazzi siciliani di belle speranze, l’Italia B”.

    L’attacco continua: “Il risultato è surreale con tempo equivalente a quello realizzato nel 1968 in Messico. Alle spalle dell’Italia la formazione B e terza piazza per i ragazzini sloveni in un 3’20” da gara femminile. Un disastro federale senza precedenti con una sola soddisfazione: nel ranking mondiale della 4×400 siamo davanti alla Bosnia”.

    Le critiche a Di Mulo dopo i Mondiali

    Il professor Di Mulo viene considerato uno dei grandi artefici dei successi dell’atletica italiana e a ragione. E’ stato lui infatti uno degli artefici della medaglia d’oro conquistata dalla staffetta 4×100 maschile alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 con la presenza del campione olimpico Marcell Jacobs ma anche di Filippo Tortu capace dello sprint decisivo. L’Italia ha conquistato anche l’oro agli Europei di Roma nel 2024 e un quarto posto comunque prestigioso ai Giochi di Parigi qualche mese dopo. Il disastro è arrivato invece in occasione dei Mondiali di Tokyo della scorsa estate con la squalifica in batteria di una squadra che comunque non sembrava in corsa per il podio. Ma al di là delle scelte di Di Mulo è evidente che nel settore maschile dello sprint, il 2025 sia stato un anno a dir poco difficile con i tanti problemi fisici di Jacobs, il crollo di prestazioni di Tortu ma anche i tanti infortuni che hanno flagellato il gruppo azzurro.

    La candidatura per i Mondiali

    Come già anticipato nelle scorse settimane, la Fidal sta facendo di tutto per riportare una grande manifestazione in Italia. La candidatura di Roma fu ritirata con l’evento che è stato assegnato a Pechino, ma ora la Federazione ci riprova e arriva anche l’approvazione da parte del Governo: “Il progetto è stato ritenuto valido tramite il ministro dello sport Andrea Abodi che ha prodotto una lettera di sostegno che è stata inserita nel dossier”. Per la capitale sarebbe la seconda volta nella sua storia dopo i Mondiali che si sono disputati nel 1987. Un progetto quello di riportare in Italia nel 2029 o nel 2031 a cui il presidente Mei tiene molto in un momento in cui l’atletica italiana sta vivendo una delle sue stagioni migliori.

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