Siamo gli unici a non averli mai battuti, e per la legge dei grandi numeri sappiamo perfettamente che presto o tardi che sarà quella maledetta vittoria contro l’Inghilterra arriverà. Perché se fino a oggi è stata la perfida Albione per l’ovale azzurro, magari non lo sarà già domani nella sfida della quarta giornata di un Sei Nazioni nel quale l’Italia ha fatto debitamente il suo, ma dove ha raccolto (forse) meno rispetto a quanto seminato. Così all’Olimpico (ore 17.40, diretta su 8 in chiaro e su Sky) in 70mila proveranno a spingere i ragazzi di Quesada verso l’impresa. Possibile? Forse si, ma a patto di rasentare la perfezione.
- L’Inghilterra ha cambiato pelle (anche) per l’Italia
- Le scelte di Quesada: i fratelli Garbisi titolari assieme
- Lamaro ci crede: “E’ ora di battere le squadre che contano”
L’Inghilterra ha cambiato pelle (anche) per l’Italia
Che gli inglesi temano questa Italia non è una bugia: Steve Borthwick ha cambiato pelle al XV della rosa dopo i ko. contro Scozia e Irlanda, e lo ha fatto soprattutto provando ad accoppiare al meglio le proprie risorse con quelle che metteranno in campo gli azzurri: i 9 cambi nella formazione titolare mirano a colpire i punti deboli della formazione di Quesada, a cominciare dal gioco aereo (Daly estremo e Murley all’ala sono scelte mirate per giocare su questa opzione) e proseguendo con Freeman spostato a secondo centro, cioè il giocatore migliore di questa edizione del torneo per linebreaks (7) e difensori battuti (13), oltre ad Atkinson che dovrà prendersi cura di Brex e Menoncello, provando a rallentarne la corsa.
Insomma, gli inglesi vogliono tenere l’ovale e giocare avanzando, non aspettando che l’Italia faccia il suo gioco e poi finisca per scoprirsi. Quesada queste cose le sa e non a caso s’è detto ben poco sorpreso delle scelte fatte dal suo collega. “L’Inghilterra è la squadra che guadagna più calci di punizione in mischia e che fa più metri con l’ovale in mano, sa come rallentare il gioco nella ruck e fa uscire la palla velocemente quando hanno il possesso. Vero, viene da due sconfitte, e questo significa che sarà ancora più arrabbiata. Ma i numeri indicano che questa squadra fa tante cose bene, e noi dovremo esserne consapevoli”.
Le scelte di Quesada: i fratelli Garbisi titolari assieme
Rispetto alla trasferta di Lille di due settimane fa, Quesada ha cambiato tre uomini: Pani è tornato estremo (ma c’è Allan pronto a subentrare nella ripresa), Brex s’è ripreso il ruolo di secondo centro accanto a Menoncello dopo la dispensa per motivi familiari nelle ultime due gare, Alessandro Garbisi è stato preferito a Fusco nel ruolo di mediano di mischia. “Si è allenato benissimo, va premiato e soprattutto per come ha reagito all’esclusione dalla prima tornata di convocazioni, dove ha ammesso che sapeva che non aveva fatto abbastanza per meritarsela. E poi avere Fusco per l’ultimo spezzone di partita, assieme ad Allan e Marin, ci consente di chiudere con ricambi veramente all’altezza”.
Fusco che è la ragione per la quale Varney è rimasto fuori dai 23 (ma probabilmente ci sarà in Galles). Pani estremo, opzione già vista all’esordio contro la Scozia, va ne segno della continuità. “Non avendo più Capuozzo, la scelta è venuta naturale, ma Lorenzo s’è allenato veramente bene in queste settimane e merita tutta la nostra fiducia. In panchina andremo con la 5+3 perché sento di poter credere ciecamente nelle qualità dei nostri cinque avanti: sono tutti in grande forma e così facendo mi offrono l’opportunità di avere un Allan in più, utile soprattutto per piazzare nella parte conclusiva della partita”.
[iol_placeholder type=”social_twitter” url=”https://x.com/SeiNazioniRugby/status/2029581727937540396″ profile_id=”SeiNazioniRugby” tweet_id=”2029581727937540396″/]
Lamaro ci crede: “E’ ora di battere le squadre che contano”
A caricare gli azzurri nel secondo e ultimo impegno casalingo del Sei Nazioni 2026 (sabato 14 ci sarà la trasferta di Cardiff) c’ha pensato anche Michele Lamaro. “Contro questa Inghilterra sarà tassativo portare tanta fisicità in campo. Affrontiamo una squadra che lavora tanto nel breakdown con giocatori di qualità, abbiamo preparato la partita cercando di anticipare le ruck in mezzo al campo dove si farà una grande differenza. Abbiamo affrontato una buona settimana con tanta energia, sapendo che sarà una partita difficilissima ma dalla nostra parte abbiamo un bellissimo stadio che ci supporterà e sono certo che questo farà differenza”.
Il concetto del capitano è chiaro: vincere per alzare l’asticella. “Se credi di poter essere competitivo contro le migliori squadre del mondo, devi iniziare a vincere contro quelle squadre a un certo punto. Penso all’Argentina, ad esempio: i loro miglioramenti negli ultimi due anni si sono visti a partire da quando hanno vinto in Nuova Zelanda. Siamo arrivati al punto in cui vogliamo essere molto competitivi in tutto il torneo. L’Inghilterra è la sfida più vicina, quindi penso sia un primo passo. Ma non è perché è l’Inghilterra, è perché se vuoi davvero confrontarti con le squadre più grandi devi iniziare a batterle”.
