Era stata annunciata come una farsa, puntualmente s’è rivelata tale: la trasferta di BCL della Trapani Shark in terra bulgara, ospiti degli israeliani dell’Hapoel Holon, è durata lo spazio di una decina di minuti scarsi, con i soli 5 uomini portati in trasferta da coach Alex Latini che hanno tirato i remi in barca tra infortuni e uscite per falli. Il 38-5 finale certifica quanto tutti temevano: non s’è trattato di basket, piuttosto di una forzatura senza senso da parte della formazione granata, che potrebbe però fare altrettanto domenica prossima contro Trento, con il patron Valerio Antonini evidentemente intenzionato a giocare altre due partite in LBA per ripicca nei confronti di FIP e lega. Dopodiché sarà tana liberi tutti, come logica vuole.
Una partita che non è mai esistita: stop forzato dopo 7′
Come previsto, Latini in Bulgaria s’è presentato con i soli Rossato e Cappelletti come giocatori del roster di inizio stagione, aggregando loro i giovani Pugliatti e Patti (2007) e Martinelli (2008), quest’ultimi due all’esordio assoluto in ambito professionistico. Ed è proprio Martinelli a trovare una tripla in avvio di partita con la quale ricuce il primo parzialino di 4-0 della formazione di casa, ma la partita non è degna di tal nome, con l’Hapoel che si limita a non infierire eccessivamente facendo però incetta di falli.
Patti se ne carica 5 (peraltro in modo intenzionale) dopo meno di 8’ ed è costretto a uscire, quando però già Rossato era uscito (di fatto camminava dall’inizio, e prendersi rischi era la cosa più sconsigliata da fare: Reggio Emilia e Brescia lo corteggiano da prima di Natale…), seguito poco dopo anche da Pugliatti e poi anche da Cappelletti, consapevole che stare sul parquet ormai avesse poco senso (era stato proprio Cappelletti, dopo il primo timeout chiamato da Latini dopo 90 secondi, a esortare i compagni a tornare in campo per qualche altro minuto).
Martinelli in semigancio segna gli altri due punti di serata della Trapani Shark, che a meno di 3’ dalla fine del primo quarto vede uscire anche Patti per falli, con gli arbitri che di fronte al solo Martinelli rimasto a disposizione non hanno potuto far altro che decretare la fine delle ostilità.
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