Cari tifosi del Sant’Antonio Abate 1971, siamo giunti al termine di una stagione incredibile lunga culminata purtroppo con la retrocessione ma possiamo dire di aver fatto qualcosa di veramente grande;aver salvato dall’obblio i colori giallorossi che fanno parte del nostro vivere quotidiano. Mi trovo qui in veste di presidente ruolo che forse non mi si addice in quanto sono sempre stato un tifoso ultras da quando sono entrato a far parte come dirigente di questa enorme ed emozionante famiglia.
Ogni giorno di corsa, messaggi, telefonate, le chiacchiere… è una vita particolare quella di chi si dedica al calcio sembra facile da fuori magari fosse così semplice ma dietro alle quinte c’è un mondo un insieme di cose che compongono un piano complesso fatto di programmazione e gestione.
In questi mesi grazie al sostegno della famiglia Rispoli Abagnale,senza i quali non avrei potuto fare nulla, è stato mantenuto in vita il progetto Sant’Antonio affrontato con grande dignità fino ad oggi.
Magari involontariamente non ho mostrato gratitudine, non ho risposto a qualche post polemico del mio caro amico Giuseppe a cui voglio bene ma mai è venuto meno da parte mia il senso di riconoscenza verso quelle persone che hanno voluto fortemente che facessi il presidente.
Dal giorno successivo alla retrocessione, immediatamente con l’avvocato Gino Montella,a cui va il mio ringraziamento per non avermi mai lasciato solo in questi momenti dove la solitudine era la mia compagna, ci siamo messi in moto per restituire dignità ai ragazzi tentando la carta del ripescaggio vista come un utopia da parte di tutti ma ci siamo riusciti con l’ausilio di professionisti validi come il Dott.Giovanni Vitiello che non ha resinato sforzi per la nostra impresa e con la collaborazione dei massimi vertici della federazione che ci hanno consigliato interlocutori capaci ed affidabili.
Ed eccoci qui, vestiti della sola nostra dignità a dirvi che questo progetto non posso più portarlo avanti da solo. Invito tutte le forze imprenditoriali cittadine a darvi continuità. Sono disposto a mettermi da parte purché il Sant’Antonio non muoia altrimenti sarò costretto a cedere il titolo a qualche città molto vicina.
Con il cuore in mano
F.to
Il Presidente
Rosanova Gianpiero Gianpiero Rosanova