Ancora pochi punti separano la Scafatese dalla promozione in seric C e mentre la tifoseria prepara già i festeggiamenti, in casa gialloblè ad indossare la divisa del pompiere è il direttore sportivo Pietro Fusco, ospite nel format della nostra redazione.
Per esperienza e ruolo il diesse non intendere ammettere cali di tensione in vista delle prossime uscite tenendo l’ambiente squadra a regime di tensione.
Le diciassette lunghezze di vantaggio sul Trastevere ad otto giornate dalla fine non servono a scalfire la consueta freddezza del dirigente.

“La sosta è arrivata in maniera funzionale perché ci ha permesso di recuperare le tante energie mentali spese lungo questa fase della stagione – spiega Fusco – siamo consapevoli, al di là delle ipocrisie, di essere un pezzo avanti e vogliamo tagliare quanto prima il traguardo, però, non abbiamo ancora vinto nulla e, pertanto, occorre sempre tenere alta l’attenzione”.
Sul cammino trionfale dei canarini il diesse ammette: “mi aspettavo di essere avanti a questo punto della stagione, a prescindere dalla concorrenti, avrei messo la firma per arrivare a giocarci la promozione nel rush finale della stagione, ma va bene così!”
Fusco è serafico e puntuale quando si parla del valore aggiunto della Scafatese: “E’ la proprietà, un presidente, Felice Romano, che non lesina sacrifici, una proprietà sempre presente che porta entusiasmo e insieme abbiamo affrontato quei pochi momenti di criticità della stagione come il cambio di allenatore”.
In casa Scafatese si guarda già al futuro con il club impegnato su diversi fronti, in primis la gestione dello stadio “Vitiello” ma anche il comparto tecnico è soggetto alle prime valutazioni ma Fusco è assolutamente trasparente: “non ci casco in questo gioco, ho perso un campionato con sei punti di vantaggio e, al momento, penso esclusivamente a chiudere, prima possibile, questa stagione e poi penseremo al futuro!”
