Continuare a vivere di rimpianti e rabbia non fa che alimentare lo stato depressivo che aleggia nell’ambiente granata, ora occorre mettersi il passato alle spalle e calarsi nella nuova realtà della Serie C.
La squadra di Pino Raffaele ha vinto all’esordio con il Siracusa di “corto muso”, ma la piazza ha continuato ad inveire e criticare: scelte tecniche, prestazione e società.
Il macigno della doppia e storica retrocessione pesa ancora, ma adesso serve guardare in faccia la realtà: la Serie C è un campionato dove conta soprattutto vincere, anche a scapito dell’estetica! La Salernitana è stata costruita per primeggiare, certo ha bisogno di qualche innesto, ma il successo all’esordio va letto come un segnale positivo.
Se già alla prima giornata si avviano processi il rischio è quello di distruggere sul nascere un percorso che va quanto meno accompagnato. Salerno e la sua provincia hanno sempre rappresentato passione e calore: è il momento di ritrovare coesione, lasciarsi alle spalle il fardello delle delusioni e camminare al fianco di Raffaele e della squadra. Perché alla fine, in Serie C, contano solamente i tre punti.