La corsa salvezza del Costa d’Amalfi si chiude amaramente con due giornate d’anticipo. La squadra costiera, al primo anno assoluto in Serie D, non è riuscita a tenere il passo in un campionato rivelatosi sin da subito ostico, dal grande tasso tecnico e condizionato anche da fattori ambientali.
Non sono bastati gli sforzi economici del patron Nicola Savino che aveva investito con ambizione per centrare l’obiettivo permanenza nel massimo campionato nazionale. Le gare casalinghe disputate al “Novi” di Angri, lontano dalla passione della costiera, hanno pesato come un macigno, oltre alle lacune di una rosa costruita con troppa leggerezza e alcune scelte di mercato discutibili anche nel mercato di dicembre.
Il verdetto della retrocessione è il triste epilogo di una stagione in salita che dovrà ora servire da lezione per ripartire con maggiore consapevolezza e programmazionea partire dalla prossima stagione.