Ora che conosciamo il suo nome, Chris Abom, e sappiamo che come ogni ragazzo che indossa gli scarpini e veste una casacca ambiva a realizzare l’obiettivo di indossare la maglia di un club prestigioso, è ancora più straziante apprendere i dettagli di una morte assurda, crudele e inaccettabile.
Il tredicenne che stanotte è stato investito sul ciglio della strada da un’automobile (ancora non individuata) lunedì sera, verso le 23.30 a San Vito di Negrar, nel Veronese, è stato lasciato lì per troppo tempo. Forse addirittura per ore, si è ipotizzato appena trapelata la notizia.
Investito 13enne: morto in ospedale dopo ore di agoniaLa ricostruzione dell’incidenteLa dedica su facebook della dirigente scolasticaIl sogno di diventare calciatore
Investito 13enne: morto in ospedale dopo ore di agonia
Il cuore del ragazzino ha cessato di battere nella mattina di martedì, dopo una notte di ansie e timori e di attese come avviene in circostanze simili. Ora che il suo nome, i suoi obiettivi, quella sua passione sono condivise quanto avvenuto pare ancora più straziante, se possibile.
Chris giocava nella Polisportiva Negrar in terza categoria e coltivava questo sogno, come tutti i suoi coetanei che si danno appuntamento, in una serata d’estate, per giocare.
Questo nuovo, tremendo lutto che colpisce il mondo del calcio giovanile veneto si aggiunge a quello della tragica morte – a causa di un incidente stradale – di Manuel Ntube, il 17enne che militava nel Padova calcio.
La ricostruzione dell’incidente
Secondo la prima ricostruzione, l’impatto risultato poi fatale è avvenuto lungo la provinciale 12 dove è stato ritrovato e soccorso dai sanitari del Suem 118 e trasportato con la massima urgenza in pronto soccorso, nel nosocomio di Borgo Trento.
Secondo Il Resto del Carlino, il ragazzo stava tornando a casa a piedi dopo una partita a calcio con gli amici quando una vettura lo avrebbe colpito, gettandolo a terra. È successo intorno alle 23.30 di ieri, sulla strada provinciale che attraversa San Vito di Negrar in Valpolicella.
Gli agenti della stradale stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’investimento, avvenuto lungo un rettilineo di un’arteria che attraversa in senso longitudinale il paese: resta da verificare come sia avvenuto l’impatto tra il ragazzino con l’automobilista, coinvolto nello scontro che non si sarebbe fermato a prestare aiuto al 13enne, optando per la fuga. A riportarlo è l’agenzia ANSA. Sul posto i carabinieri per i rilievi e le indagini. I militari sarebbero sulle tracce del pirata.
La dedica su facebook della dirigente scolastica
Su facebook molto toccante è quanto pubblicato dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Negrar, Angela Longo:
“Non ho parole e lacrime, ho tanta rabbia, la vita del nostro carissimo alunno Abom Chris è stata falciata da una auto pirata, non hanno avuto pietà, lo hanno lasciato solo e morente sul ciglio della strada… gioia di vivere, speranze, riscatto falciati in pochi attimi”. Sono le parole scritte su Facebook da Angela Longo, la dirigente scolastica scuola superiore frequentata da Chris.
“Il tuo abbraccio con il mazzo di fiori, a conclusione del concerto di fine anno scolastico, rimarrà indelebile nei miei ricordi. Tutta la comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo di Negrar ti ricorderà sempre e si stringe al dolore della tua famiglia. Addio Chris, continua a calciare fra le nuvole”, il suo post.
Il sogno di diventare calciatore
Chris Abom voleva fare il calciatore: aveva finito la seconda media e avrebbe compiuto 14 anni a settembre. L’adolescente, tesserato della Figc, giocava in una delle squadre giovanili del Negrar, che con la formazione maggiore aveva partecipato al campionato di terza categoria e prometteva bene.
I genitori del giovane – il padre e la madre sono di origine ghanese e il papà lavora come operaio in un’azienda metalmeccanica – vivono in Italia da una ventina d’anni, e qui sono nati anche gli altri due loro figli, un maschio e una femmina.