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    Overtime sport - Storie di sport - Ayrton Senna, ieri come oggi 30 anni dopo: il dolore che nessuno può cancellare
    Storie di sport

    Ayrton Senna, ieri come oggi 30 anni dopo: il dolore che nessuno può cancellare

    1 Maggio 2024Nessun commentoTempo di lettura 4 Min
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    Se ne andò in testa, da primo del Gran Premio di San Marino, quel giorno, primo maggio di 30 anni fa. Un numero, l’uno, scolpito nella sua carriera, nella sua mente, nella sua storia, nel suo destino.

    La morte di Ayrton Senna è un qualcosa che non è stata mai accettata, ancora oggi a 30 anni di distanza da qual maledetto 1 maggio 1994; un po’ per la dinamica avvolta nel mistero di un processo che ha chiarito ben poche cose se non colpe e responsabilità presunte.

    Senna “il mago della pioggia” ma anche il “re” delle pole position Ayrton Senna, il GOAT Ayrton Senna, l’uomo, il pilota che ha cambiato la F1 Senna, la rivalità con Prost che ha segnato un’epoca e non solo Senna come Schumacher ci manca: grazie Ayrton!

    Senna “il mago della pioggia” ma anche il “re” delle pole position

    Imbattibile sul giro veloce, si era fatto costruire una piccola pista di go-cart con sistema di irrigazione, nella sua villa in Brasile, per potersi allenare a correre con la pista bagnata. Difficilmente sbagliava sotto l’acqua. Donnington ’93 resta il suo capolavoro, così come un decennio prima quella vittoria a MonteCarlo vanificata da una bandiera a scacchi che gli tolse il successo consegnandolo a Prost in testa al giro precedente.

    Ayrton Senna, il GOAT

    Lo era, grande, per molti il più grande, Ayrton, in pista e fuori. Il primo pilota “moderno”; meticoloso nella messa a punto della sua monoposto quanto nella sua preparazione fisica. Aveva capito che lo stare bene, in forma dal primo all’ultimo giro, gli avrebbe fatto guadagnare quei decimi nei finali di gara. Ha cambiato la Formula 1 Senna, l’ha fatta diventare televisiva, l’ha fatta diventare più umana. Dirompente, lui brasiliano atipico per certi versi, catapultato in un circus di “professori” da Alain Prost a Nelson Piquet.

    Ayrton Senna, l’uomo, il pilota che ha cambiato la F1

    Di Senna restano queste cose oltre ai tre titoli Mondiali, le 41 vittorie, gli 80 podi, i 162 gran premi e le 65 pole position. Si comincia sempre dalla sua morte, triste per tempi e modalità, ma lo sconforto per non averlo più in vita lascia sempre spazio ai ricordi, di chi l’ha visto correre in pista, di chi ne ha raccontato le gesta eroiche, di chi ha tifato per lui, di chi con lui ci ha lavorato, di chi gli ha fatto da compagno di squadra o è stato suo avversario, di chi semplicemente lo guardava ammirato da ragazzo attraverso i gran premi in Tv. Di un mondo, la F1, che Ayrton ha reso migliore.

    Senna, la rivalità con Prost che ha segnato un’epoca e non solo

    Se ne sono fatte di tutti i colori, cane e gatto, novelli Bartali e Coppi delle 4 ruote a motore. In McLaren e poi divisi col francese in Ferrari. Suzuka ’89 e poi ’90 i due Mondiali della discordia finiti, uno per parte, con due sportellate che tanto hanno fatto male agli esteti della lealtà sportiva quanto reso immortale la loro rivalità che poi, come succede tra i grandi campioni, si è dissolta con il passare degli anni. Una stretta di mano sul podio in Australia nel ’93 quando la gara la vinse Senna ed il titolo andò al francese prossimo al ritiro. E poi quelle parole di Ayrton, poco prima di morire collegato in audio con la Tv francese dall’abitacolo della sua Williams: “Qui è bellissimo Alain, vorrei tanto che tu fossi in pista a correre ancora con me” disse Senna a Prost che faceva il commentatore.

    Senna come Schumacher ci manca: grazie Ayrton!

    La morte di Senna non è stata mai accettata perchè, come oggi succede penando a Schumacher, i piloti di Formula 1 sono avvolti da quest’aura di immortalità, inossidabilità, direttamente proporzionale alla loro grandezza. Sulla sua tomba al cimitero di Morumbi è scritto “NIENTE MI PUO’ SEPARARE DALL’AMORE DI DIO”. Ieri, 1 maggio 1994, come oggi 1 maggio 2019 il tuo cuore non ha mai smesso di battere ma è diventato parte dei tuoi fans, degli amanti della Formula 1. Sempre grazie Ayrton.

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