Un fine settimana da sogno per l’atletica italiana. Venerdì sera Francesco Pernici ha battuto il record negli 800 metri che durava dal 1973, sabato è toccato a Larissa Iapichino entrare nella storia togliendo il primato tricolore a mamma Fiona May e mettendo a segno un’impresa storica. Un traguardo che è un affare di famiglia visto che c’è di mezzo anche papà Gianni Iapichino che allena da sempre Larissa e che arriva da una delusione cocente, quella dei Mondiali dello scorso anno.
- Larissa Iapichino, il confronto con mamma e lo spot profezia
- Il ruolo di papà Gianni
- La rivoluzione dopo il flop a Tokyo
Larissa Iapichino, il confronto con mamma e lo spot profezia
Non è stato semplice per Larissa Iapichino approcciarsi al mondo dell’atletica. Mamma Fiona May è stata una vera e propria leggenda azzurra, capace di collezionare medaglie in un periodo in cui l’Italia faceva fatica ad avere tanti atleti di grandissimo livello. E la carriera di Larissa, che si da giovanissima ha dimostrato di poter ambire a traguardi importanti, è stata un costante confronto con mamma. Per motivi molto semplici, quel primato italiano di 7,11 che sembrava scolpito nella pietra tanto che era difficile da andare a scalfire. Ieri a Eugene, Larissa diventa definitivamente la protagonista principale della storia. Da tempo aveva in mente quel sogno e ora con quel balzo di 7,12 diventa lei il riferimento del salto in lungo azzurro. Mamma Fiona non è più il riferimento da superare.
Un passaggio di consegne che ci si aspettava da tempo e dopo il record superato sui social sono tornati a fare la loro comparsa una serie di spot che Fiona May ha girato proprio insieme alla piccola Larissa che ai tempi aveva solo 4 anni e che oggi sa di profezia: “Mi vergognavo da morire per la pubblicità delle merendine. Odio stare al centro dell’attenzione. Una volta eravamo al lago di Bracciano, lì c’era il set dove recitava mia madre per una fiction. Qualcuno mi riconosce, mi chiede una foto e io mi sono nascosta per ore contro un muro per nascondermi”.
Il ruolo di papà Gianni
Sul rapporto tra Larissa Iapichino e papà Gianni si sono scritti probabilmente fiumi di parole, in particolare dopo i Mondiali di Tokyo dello scorso anno. L’azzurra vive una giornata storta e non riesce a centrare la qualificazione alla finale che per lei doveva essere di ordinaria amministrazione. Il papà allenatore le prova tutte per provare a darle la carica, o meglio a darle la sveglia. Larissa sembra apatica e manca una qualificazione che suona come un flop. A fare notizia non è solo il risultato ma anche l’interazione con il padre con Gianni che finisce al centro della polemica e Larissa costretta a intervenire per difenderlo. Nel corso del tempo l’azzurra ha spiegato di aver un rapporto molto speciale con il suo papà-allenatore con le telecamere che finiscono per coglierne solo un aspetto e magari non è quello più gradevole. Ma Gianni è il vero segreto di Larissa e il 7,12 di Eugene è tanto anche suo.
La rivoluzione dopo il flop a Tokyo
A volte una sconfitta può essere di aiuto. E’ una frase che si sente spesso nel mondo dello sport ma spesso si fatica a coglierne la portata. Nel caso di Larissa Iapichino è andata esattamente così. La mancata qualificazione alla finale dei Mondiali di Tokyo ha portato l’azzurra e il suo team a fare una mezza rivoluzione per rispondere a quel flop. E la stagione 2026 è una conferma che le scelte fatte dopo il Giappone si sono rivelate vincenti. Larissa decide di rinunciare al mental coach che la seguiva con papà Gianni che spiega: “Deve imparare a camminare con le proprie gambe”. L’azzurra modifica anche qualcosa dal punto di vista tecnico cambiando la rincorsa e soprattutto prende in mano la sua carriera in maniera più evidente. I risultati arrivano subito con l’argento ai Mondiali di Turun e una serie di ottime prestazioni. Ora però arriva il traguardo più importante, almeno per il momento, con il record italiano. Da adesso però comincia una nuova rincorsa, quella agli Europei di Birmingham dove Larissa vuole prendersi tutto.
