E’ finita con il pubblico in piedi a tributare il meritato plauso ad una squadra che dall’inizio alla fine ha dimostrato di avere coraggio, tenacia e quella sana follia che accompagna le grandi imprese.
Scafati stende l’Olimpia Milano con una prestazione superlativa che ha visto i canarini avanti sin dalle prime battute. La squadra di Sacripanti mette sotto pressione gli ospiti che dopo pochi minuti si ritrovano ad inseguire con un +5 sulla sponda gialloblù.
I padroni di casa trovano vita facile in fase offensiva con Rivers che crea scompiglio nella difesa meneghina trovando spazio e punti sotto canestro. Scafati difende con attenzione limitando le sortite di Milano e non sbaglia sotto i tabelloni incrementando anche il vantaggio a +6 ma subendo poi il ritorno di Poythress e compagni. La prima frazione si chiude con il vantaggio minimo del club dell’agro avanti 21-20.
Sacripanti fa ruotare gli effettivi a sua disposizione senza, però, alterare l’equilibro della squadra che continua a ruminare gioco limitando le sortite degli ospiti che evidenziano una notevole criticità nel trovare canestri e rimbalzi.
Nelle rotazioni Gentile si fa trovare pronto ed entra in scena con i primi punti figli di una determinazione che coinvolge tutto il PalaMangano. L’ex di turno lotta, realizza e infiamma la tifoseria incantata dalla forza dei canarini. Milano resta comunque in scia per l’intero quarto salvo subire nel finale un doppio colpo che porta Scafati sul 41-36.
“La sindrome del terzo-quarto” preoccupa il pubblico di fede gialloblù ma la partenza del quintetto di Scafati è incoraggiante scacciando di fantasmi della gara persa in casa con Cremona. Il ritmo è intenso e i decibil continuano a salire quando Rossato mette in ghiaccio una giocata di qualità che consente ai padroni di casa di arrivare al massimo vantaggio di +13. Milano si scuote e comincia a trovare il corridoio giusto per entrare nelle maglie della difesa salernitana che si ritrova a dover fare i conti con il risveglio di Mirotic che sfoggia giocate di alta classe tenendo in vita la “scarpette rosse”. Il PalaMangano diventa una bolgia infiammato dalle conclusioni dalla distanza di Pinkins e Strelnieks che permettono a Scafati di chiudere sul 62-52.
Nell’ultimo quarto Scafati sbaglia qualche conclusione di troppo e perde palloni importanti (alla fine saranno dodici le palle perse!) con Milano che comincia a trovare punti con azioni in velocità e tiri da fuori utili a mettere sotto pressione Scafati che vede ridurre il margine di vantaggio.
Sacripanti trasmette la giusta carica dalla panchina e alimenta il gioco della sua squadra con cambi che consentono ai padroni di casa di restare sempre avanti anche nei momenti difficili. Gentile veste i panni del trascinatore nell’ultima frazione mettendo il sigillo ad una gara che pone in evidenza l’importanza di un collettivo ben plasmato da Sacripanti. Vince Scafati 77-68 scrivendo una pagina indelebile nella storia della pallacanestro!