È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio”. Poche righe per racchiudere una vita intera di un vero supereroe dello sport, che ha incantato tutto il mondo per le sue sfide impossibili vinte. Zanardi avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. “Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari – si legge nella nota della famiglia – la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”.
- La vita di Zanardi
- Il messaggio toccante di Bebe Vio e della Pellegrini
- Il dolore di Pedullà e Calvarese
- I ricordi dei tifosi
La vita di Zanardi
Nato a Bologna il 23 ottobre 1966 aveva iniziato da giovanissimo con i motori. Dopo l’incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l’amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Nel 2020 un altro tragico incidente, durante una staffetta benefica in handbike rimase: nei pressi di Pienza, lungo la SS146, perse il controllo del mezzo e si scontrò con un camion che proveniva dalla direzione opposta. Fu opeato 4 volte e a causa di alcune complicazioni, dovette essere nuovamente riportato in terapia intensiva. Nel gennaio 2021 riacquista la coscienza. A dicembre dello stesso anno può fare ritorno a casa, al fianco della moglie Daniela e del figlio Niccolò. È lì che ha trascorso gli ultimi anni, con i familiari pronti a proteggerne sempre la privacy.
Il messaggio toccante di Bebe Vio e della Pellegrini
Arrivano a pioggia le reazioni dal mondo dello sport. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio scrive: “Perdiamo un grande campione e un grande uomo, capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni”. Federica Pellegrini è tra le prime a ricordare Zanardi: “Se ne va un uomo incredibile, capace di ispirare tutti noi, mi dispiace così tanto…”. Toccante il ricordo di Bebe Vio: “Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata . Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto. A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico ed poi abbiamo realizzato il sogno insieme. A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi. È stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita”.
Il dolore di Pedullà e Calvarese
L’esperto di mercato Alfredo Pedullà scrive su X/twitter: “Zanardi ci lascia ma non ci lascia. Chi ama la vita ben oltre le umanissime sofferenze lunghe 25 anni ci consegna un manifesto enorme in un mondo di straviziati e fighettini. Chi saprà custodire quel manifesto avrà sempre un esempio unico da seguire. E non solo da portare dentro il cuore. Leggenda rip”. Affranto anche l’ex arbitro e oggi moviolista di Prime Gianpaolo Calvarese: “Ho letto diverse definizioni di Alex Zanardi: “il campione oltre ogni limite”, “il campione dell’impossibile”. La verità è che la sua umiltà, bontà e genuinità ci hanno insegnato che non esistono limiti, che tutto è possibile: che ognuno di noi può fare della sua vita un capolavoro, al di là di ogni condizionamento e circostanza. Che la terra ti sia lieve, caro Alex”
I ricordi dei tifosi
Ma sono soprattutto i tanti appassionati a piangere la scomparsa di Zanardi: “è stato vittoria, sconfitta, caduta e risalita. Il dolore, la sofferenza e la resilienza. Lui, più forte del suo destino.” e poi: “Ciao Alex, sei stato l’esempio vivente di quanto possano la volontà, l’abnegazione e la passione.Passione che è stata il fuoco della tua vita e la causa della tua fine. Riposa in pace, ti si vuol bene” e anche: “Hai motivato e fatto sognare, con i tuoi racconti e con il tuo esempio, intere generazioni e non solo nello sport, davanti ad ogni avversità della vita. È incredibile come il genere umano venga brutalmente derubato dei suoi migliori elementi” e ancora: “Per la mia generazione, ma non solo, Alex Zanardi è stato un esempio vero.Non per quello che ha vinto, ma per come ha saputo rialzarsi e continuare a vivere, sempre con coraggio.Grazie Alex.” e infine: “Grazie per aver raccontato un modo differente di vivere le disabilità, e che ci può essere vita anche nelle tragedie. Avendoci mostrato la tua voglia di vivere, e facendoti conoscere di più al mondo, questi anni devono essere stati terribili. Buon viaggio Alex”
