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    Volley, l’epopea di Conegliano non conosce fine. De Gennaro nella storia: ottavo scudetto e 500 presenze. Egonu senza armi

    23 Aprile 2025Nessun commentoTempo di lettura 5 Min
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    Nessuno è come Conegliano: bella, spavalda, vincente, travolgente. Icona del volley italiano nel mondo, pronta adesso a lanciarsi nell’ultima sfida che una stagione a dir poco stratosferica le porrà in essere, quella final four di Champions League a Istanbul dove la prima avversaria (ironia della sorte) sarà ancora la Numia Milano. Che pure ogni volta che vede la sagoma delle Pantere puntualmente si sgretola: il 3-0 nella serie di finale scudetto ne è la riprova, con la striscia nera contro la Prosecco Doc Imoco salita a 12 ko. consecutivi da quando (estate 2023) il Vero Volley ha provato a sfidare il dominio delle venete, decidendo di andare all in sul mercato, garantendosi nientemeno che Paola Egonu.

    • Egonu c’ha provato, ma Milano non l’ha aiutata
    • De Gennaro, come te nessuna mai: 500 gare e 8 scudetti
    • Fabris ammette: “Ci vorrebbero palazzetti più grandi…”

    Egonu c’ha provato, ma Milano non l’ha aiutata

    Che a conti fatti è una delle grandi sconfitte di una serie che s’è accesa veramente per poco, e soltanto in gara 1. L’unica partita nella quale Conegliano qualcosa ha concesso, prima di mettere il pilota automatico e lasciarsi dietro quelle poche ansie e paure che sentiva di avere. Perché Milano non ha fatto paura: Egonu c’ha provato fino all’ultimo a tenere a galla le compagne, cercando di fare il possibile anche in una gara 3 che ha chiuso con 18 punti e il 43% di efficienza offensiva, lo stesso dato di Isabelle Haak (che però ha messo giù 22 palloni), la nemesi che in questa sfida che alla vigilia prometteva tanto equilibrio s’è rivelata essere una spanna superiore alla rivale.

    Anche se poi il titolo di MVP delle finali è andato a Gabi, la fuoriclasse brasiliana che ha portato in Veneto un po’ di samba: meno appariscente di quanto qualcuno volesse credere prima di vederla all’opera in Italia, ma dannatamente efficace nei momenti in cui c’era bisogno di mettere giù palloni. Un concentrato di potenza e qualità come da nessun’altra parte s’è visto da tanti anni a questa parte.

    De Gennaro, come te nessuna mai: 500 gare e 8 scudetti

    Conegliano per Milano è più di una nemesi (36 set vinti e 9 persi nei 12 confronti dell’ultimo anno e mezzo, tutti vinti) e adesso la Numia dovrà cercare di superarsi a Istanbul per provare a dare un senso a una stagione vissuta costantemente in anticamera, sempre all’ombra delle Pantere (la semifinale metterà di fronte proprio le due formazioni italiane: nell’altra, Scandicci sfiderà il VakifBank di Caterina Bosetti, che proprio stasera ha conquistato il titolo di campione di Turchia).

    L’apoteosi al Palaverde è stata soprattutto per Monica De Gennaro, che a 38 anni ha conquistato l’ottavo scudetto, ovvero tutti quelli conquistati nella storia da Conegliano. E l’ha fatto nella notte in cui ha raggiunto il traguardo delle 500 presenze in maglia gialloblù. “Difficile chiedere di meglio. Sono strafelice perché di vincere non ci si stanca mai, e farlo con queste compagne e in questo posto che per me è magico è qualcosa di unico.

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    Il Veneto è la mia casa e devo tantissimo a questa gente che praticamente mi ha adottata e fatto sentire da subito una di loro. Non so se questa sia la Conegliano più forte della storia, ma di sicuro è una Conegliano che non si accontenta mai e il campo ci dà ragione anche per questo”. Il pubblico la incensa, sulle note della canzone che i napoletani dedicarono a Maradona: “Ho visto De Gennaro, eh, mamma, innamorato son”. Unica e inimitabile.

    Fabris ammette: “Ci vorrebbero palazzetti più grandi…”

    Forse però le parole che più di tutte fanno riflettere sono quelle pronunciate da Mauro Fabris, presidente della Lega Volley Femminile: “Questo sport sta avendo un traino incredibile e se stasera ci fosse stato modo di avere un palazzetto di 15mila posti sarebbe stato pieno. Al ministro Abodi ho chiesto proprio questo: aiutare anche privati e imprenditori a investire nelle strutture per soddisfare tutta la grande voglia di volley che c’è”.

    Dopo i 12mila di gara 2 al Forum di Assago, gli oltre 5.500 di Villorba hanno ribadito che la pallavolo italiana (specie al femminile) è entrata nell’età dell’oro. E potrà confermare il proprio appeal in un’estate che si preannuncia densa di significati, con l’assalto alla riconquista della VNL e soprattutto del mondiale in programma a Bangkok a fine agosto.

    Dove saranno tante le protagoniste viste all’opera nella serie finale che ha assegnato lo scudetto: Lubian, Chirichella, Fahr e De Gennaro da una parte (con Adigwe che potrebbe meritare un posto), Egonu, Sylla, Danesi e Orro (che saluta il campionato italiano, destinazione Fenerbahce) dall’altra. Prima però c’è da assaltare la Champions: Conegliano per il pokerissimo (come la grande Maxicono Parma del 1990 al maschile), Milano per provare a riscrivere la storia. Purché alla fine anche in Europa a sventolare sia sempre il tricolore.

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