L’avvio di questa Serie A ha un sapore decisamente diverso rispetto al passato. Meritano un plauso le nuove direttive arbitrali, che garantiscono un gioco più fluido e dinamico, ma c’è un altro fattore a fare la differenza: l’impatto travolgente di volti ben noti a chi segue con passione la Serie B. Il massimo campionato sta diventando la vetrina perfetta per i talenti coltivati nel “campionato degli italiani”, ormai sempre più vicini alla Nazionale maggiore. Un discorso che non vale solo per i calciatori: anche in panchina, le idee di chi ha fatto il tirocinio in provincia stanno rivoluzionando la massima serie.
- Cisse, Liberali e Favasuli: la favola della scuola Catanzaro
- Aquilani e Abate: la nuova onda degli allenatori
Cisse, Liberali e Favasuli: la favola della scuola Catanzaro
La Serie A ha scoperto all’improvviso tre profili ricchi di talento e fantasia, diventati subito idoli al Fantacalcio.
Il primo nome sulla bocca di tutti è Alphadjo Cisse, trequartista classe 2006 blindato dal Milan fino al 2030. Partito dai campi del trevigiano e passato per Verona, Cisse è esploso definitivamente a Catanzaro con una prima parte di stagione abbagliante, prima che un infortunio ne frenasse la corsa. Arrivato a Milano in punta di piedi, ha subito stregato Ruben Amorim, dimostrando quanto sia fondamentale dare fiducia e spazio ai giovani (in attesa di capire come il tecnico gestirà anche Camarda e Comotto). Oggi l’italo-guineano è un punto fermo dell’Under 21 di Silvio Baldini, pronto a far la differenza nella corsa alle qualificazioni europee e olimpiche. L’andamento del ragazzo, però, è seguito da vicino anche dal CT Roberto Mancini e da Claudio Ranieri, che il 18 settembre ufficializzeranno le convocazioni per la pausa Nazionali.
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Oltre al talento rossonero, la scuola calabrese mette in vetrina Costantino Favasuli e Mattia Liberali. Un merito enorme va al DS Ciro Polito, che a Catanzaro ha dimostrato di saper valorizzare appieno il materiale umano a disposizione: «È una gioia immensa – ha dichiarato di recente –. Quando prendi questi ragazzi dal nulla e li vedi realizzare un sogno è bellissimo. Oggi ne vediamo tre in vetrina: Favasuli, Cissé e Liberali».
Favasuli, ora al Napoli, ha spaccato la partita contro il Bologna entrando nella ripresa al posto di Politano. Tra l’esordio da sogno in Champions e l’assist decisivo in campionato, l’esterno sta vivendo un momento d’oro. Max Allegri sta studiando come sfruttare la sua corsa sulla fascia, valutando un cambio modulo dal 4-3-3 al 3-5-2 dove Favasuli o persino l’impiego sulla linea dei difensori diventerebbe un’arma tattica letale.
Infine c’è Mattia Liberali, premiato di recente come Miglior Giovane della Serie B e già promosso a pieni voti dal CT Mancini, che ne ha sottolineato la crescita costante. Il Como ha investito ben 6 milioni di euro per strapparlo alla concorrenza, lasciandone la metà nelle casse del Milan. Ancora poco spazio per lui, ma un genio come Fàbregas avrà certamente già capito come inserirlo gradualmente nel gioco spumeggiante dei lariani.
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Aquilani e Abate: la nuova onda degli allenatori
Dal campo alla panchina, il filo conduttore con la Serie B resta fortissimo. Alberto Aquilani ha raccolto l’eredità di Fabio Grosso (altro profilo plasmato dalla B) alla guida del Sassuolo. Domenica scorsa si è regalato la prima grande impresa firmando il 3-2 contro la Juventus, al termine di una prova di enorme coraggio. “Ho tanti giocatori bravi che mi mettono in difficoltà – ha spiegato nel post-partita –. Rispetto ai miei tempi è cambiato il modo di concepire i 5 cambi: chi entra deve sentirsi titolare quanto chi parte dall’inizio”. Un approccio moderno che fa sognare ai tifosi neroverdi un piazzamento importante a fine stagione.
Sullo stesso solco si muove Ignazio Abate, che dopo la prolifica parentesi con la Juve Stabia terminata ai playoff contro il Monza, ha sposato il progetto del Torino firmando fino al 2028. Per l’ex terzino si tratta di un ritorno a casa, avendo già vestito la maglia granata da calciatore nel 2008-2009. Nonostante la sconfitta contro la Roma formato scudetto di Gasperini, la sua squadra ha già un’identità ben precisa: 3-4-2-1 aggressivo, pressione alta e il desiderio di dominare il gioco tramite trequartisti di qualità ed esterni a tutta fascia. La dimostrazione vivente che la gioventù in panchina porta con sé idee chiare, fresche e subito vincenti. Idee che – però – sono il marchio di fabbrica della serie cadetta nella sua interezza.
