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    Overtime sport - Storie di sport - Luke Littler l’ha rifatto: a 19 anni è campione del mondo di freccette per la seconda volta. E lo premia Chris Hoy
    Storie di sport

    Luke Littler l’ha rifatto: a 19 anni è campione del mondo di freccette per la seconda volta. E lo premia Chris Hoy

    4 Gennaio 2026Nessun commentoTempo di lettura 4 Min
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    Era il grande favorito della vigilia, ha mantenuto fede al pronostico ma, se possibile, s’è spinto ancora più in là. Perché Luke Littler non si è limitato a vincere per la seconda volta consecutiva il campionato del mondo di freccette, per giunta a soli 18 anni: Luke Littler ha dominato letteralmente la competizione di stanza all’Alexandra Palace di Londra, infliggendo un’autentica lezione di gioco al pur valoroso Gian van Veen in una finale che è durata lo spazio di due set, prima cioè che il detentore del trono mondiale decidesse di voler giocare praticamente da solo.

    • Non ha 19 anni, ma è già al pari delle leggende della Darts
    • Van Veen sogna per un set, poi Littler lo asfalta
    • L’emozionante premiazione con l’olimpionico Chris Hoy

    Non ha 19 anni, ma è già al pari delle leggende della Darts

    Littler è soltanto il quarto giocatore della storia del PDC (Professional Darts Corporation) a conquistare per due anni di fila il titolo iridato, ribattezzato quest’anno Paddy Power World Darts Championship per ragioni di sponsor. Un bis che lo proietta nella stessa nicchia di autentiche icone del gioco quali Phil Taylor (probabilmente il più grande giocatore di sempre, ritiratosi nel 2018), Adrian Lewis e Gary Anderson, quest’ultimo ancora sulla piazza e uscito soltanto in semifinale contro van Veen quando già pregustava l’ennesimo atto conclusivo all’Ally Pally.

    Littler peraltro, oltre a essere il più giovane campione del mondo della storia, adesso può cominciare ad ambire ad altri record: se i 14 titoli mondiali di Taylor appaiono ad oggi irraggiungibili (ma Luke ha dalla sua la carta d’identità decisamente verde, e in teoria tutto il tempo per provare ad andare a prenderlo), dopo sole tre apparizioni al mondiale ha un solo titolo in meno di Michael van Gerwen, che nella classifica dei plurivincitori iridati è secondo a quota tre titoli.

    “Quel che è successo è davvero qualcosa di speciale, ma devo continuare ad andare avanti, perché voglio vincere altri titoli. Non voglio fermarmi qui, mi sento come sulle montagne russe”, ha dichiarato Littler al termine della finale, nel tripudio generale di un’Alexandra Palace semplicemente estasiato dalla sua prova.

    Van Veen sogna per un set, poi Littler lo asfalta

    Soprannominato “The Nuke”, ovvero “la bomba atomica”, Littler è un concentrato di potenza ed esplosività allo stato puro. Da quando è comparso giovanissimo nel panorama PDC ha letteralmente sconvolto qualsiasi equilibrio preesistente: al primo mondiale due anni fa è arrivato in finale partendo da numero 164 del mondo, battuto soltanto da Luke Humpries. L’anno dopo è tornato all’Ally Pally e ha fatto man bassa di vittorie, fino a trionfare in finale contro van Gerwen.

    Numero uno del ranking mondiale, quest’anno era il logico favorito e non ha lasciato che le briciole ai rivali. L’esordiente van Geen (23 anni) è riuscito soltanto a illudersi per una decina di leg prima di cedere inesorabilmente alla superiorità del giovanissimo rivale: dopo aver vinto il primo set per 3-2 è andato a un passo dal vincere anche il secondo, ma ha subito la rimonta del britannico che da quel momento in poi s’è letteralmente scatenato, infilando un leg dopo l’altro e chiudendo agevolmente sul 7-1.

    Spaventosa la media di 107 punti tenuta per gran parte della partita (ha chiuso a 106,02 punti ogni tre frecce scagliate), così come spaventoso è il numero dei 180 realizzati (16 in 8 set: 73 in tutto il torneo). Il momento in cui la finale è girata è stato nel finale di terzo set, quando ha chiuso con un Big Fish (170 punti: due tripli 20 e un bull) e ha fatto esplodere letteralmente il pubblico presente. Da quel momento in poi, van Veen è uscito dal match e Littler ha dominato, chiudendo il settimo e ultimo set con un 147 consegnato già alla leggenda.

    L’emozionante premiazione con l’olimpionico Chris Hoy

    Il momento della premiazione è stato il più emozionante della serata: a consegnargli il trofeo, dedicato alla memoria di Sid Waddell (commentatore storico del torneo), è stato il ciclista e olimpionico Chris Hoy, che qualche tempo fa ha annunciato di essere affetto da un tumore in stato terminale.

    Per Littler, tifoso del Manchester United (in questo, almeno per ora, non è sembrato immune da caducità…), anche un assegno da 1,15 milioni di euro. Come inizio d’anno, non male…

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