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    Overtime sport - Altri sport - Goggia ringrazia Baggio: “Tornata a sciare anche grazie a lui”. Il sogno olimpico con l’amica Vonn
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    Goggia ringrazia Baggio: “Tornata a sciare anche grazie a lui”. Il sogno olimpico con l’amica Vonn

    26 Settembre 2025Nessun commentoTempo di lettura 5 Min
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    Tutti gli occhi sono rivolti sul recupero (si spera) lampo di Federica Brignone, ma sulla via che conduce a Milano-Cortina c’è una Sofia Goggia che non vuol lasciare nulla di intentato. Felice per aver finalmente potuto lavorare appieno in un’estate priva di condizionamenti fisici, come spesso l’è capitato di doverla vivere negli anni passati. I giochi olimpici per lei sono una dolce meta, non un’ossessione: ha già in bacheca un oro e un argento in discesa, ma piuttosto che accontentarsi di un bronzo preferirebbe rischiare il tutto per tutto per mettersi un altro oro al collo. E a quanto raccontato al podcast BSMT, non solo quello.

    • Una vita costellata di infortuni: “L’ultimo fu il peggiore”
    • “L’incontro con Baggio mi ha allungato la carriera”
    • Il legame speciale con i giochi olimpici: “Ma per Cortina è presto”
    • Brignone e Vonn, amiche (diverse) e rivali

    Una vita costellata di infortuni: “L’ultimo fu il peggiore”

    A casa sua, nella bergamasca, ci sono tutte le sfere di cristallo vinte in carriera (4 di specialità, tutte in discesa). Ma nel suo palmares ci sono anche una marea di infortuni che oggi continuano a condizionarne il lavoro, forse meno i risultati. “Il mio primo crociato me lo sono fatto a 14 anni, ma forse proprio l’essermi infortunata così giovane mi ha permesso di entrare in una dimensione differente, tale da non farmi più patire certi infortuni a livello mentale.

    Erano solo prove da superare, e così è stato fino all’infortunio di Ponte di Legno del febbraio del 2024. Lì la botta è stata più dura: stavo entrando in forma in gigante, inforco per pochi centimetri e il piede s’incastra sulla base del palo. Avverto subito di non avere più sensibilità: pilone tibiale frantumato e addio sogni di gloria. In quel momento, al di là delle parole di circostanza, ero sicura che per me fosse finito tutto: addio gare, addio sci, addio neve”.

    A convincerla che quella sarebbe stata invece soltanto una tappa di passaggio contribuì l’incontro con uno che di infortuni (suo malgrado) se ne intendeva.

    “L’incontro con Baggio mi ha allungato la carriera”

    Quando Roberto Baggio gli aprì le porte di casa, Sofia intuì subito che la sua vita sportiva sarebbe potuta ripartire. “Fu gentilissimo, mi accolse per un caffè e in pochi minuti mi cambiò completamente orizzonte. Erano passati tre mesi dall’infortunio, ma Roby fu l’unico che riuscì a capire quello che stavo passando. Mi disse: “Decidi tu per te stessa, il resto sono solo grandi stronz…”.

    Da quel momento è cambiato tutto: il recupero nei mesi successi è andato meglio del previsto, anche grazie al consiglio di “Bibi”, la moglie del mio skiman Barnaba Greppi, che mi suggerì di togliere la piastra dalla tibia, perché sarei stata meglio sugli sci. Ne parlai con lo staff, rinunciando a una fase di preparazione, e la mossa si è rivelata vincente, perché a dicembre negli USA stavo finalmente bene e non avvertivo alcuna vibrazione. Ma si, a volte un pizzico di fortuna non guasta”.

    Il legame speciale con i giochi olimpici: “Ma per Cortina è presto”

    Il fascino dei giochi olimpici, per stessa ammissione di Sofia, non ha eguali se paragonato a qualsiasi altra competizione. “A Pyeongchang, la mia prima olimpiade, fu tutto bellissimo. Vivevo il mio sogno e seppur venissi da una stagione un po’ tribolata, quell’oro in discesa fu il coronamento di un percorso partito da lontano.

    A Pechino, per come arrivai alla gara (cioè 23 giorni dopo l’infortunio di Cortina), salire nuovamente sul podio fu incredibile, sebbene poi col tempo pensi che un argento non sarà mai come un oro. E io al traguardo sapevo che quel tempo non sarebbe bastato per vincere, anche se feci un urlo liberatorio come mai mi è capitato di fare in tutta la mia vita”.

    Adesso c’è Cortina: “Prima mi qualifico, poi ci penso. Adesso non ha alcun senso spendere energie, sebbene l’Olimpia delle Tofane nella mia testa la ripasso ogni singolo giorno. L’approccio migliore me lo ha suggerito Tomba: “Siamo ai giochi olimpici, e allora giochiamo”. Semplice e diretto, come è giusto che sia”.

    Brignone e Vonn, amiche (diverse) e rivali

    Ai giochi chi potrebbe non andare è Federica Brignone. “Ha avuto un infortunio pesantissimo, peggiore del mio per tanti aspetti, peraltro arrivato in coda a una stagione fantastica, la più bella che avesse mai fatto. Mentalmente è difficile, perché ha tolto le stampelle dopo tre mesi ed è una situazione che non ho mai vissuto prima. Sono andata a trovarla a Torino, non posso che augurarle il meglio”.

    Ci sarà invece Lindsey Vonn, la grande amica tornata nel circo bianco a 40 anni. “Lei non riusciva più a sciare per il dolore che aveva al ginocchio. La semi protesi gliel’ha risolto e ha deciso di rimettersi in gioco. Ma l’ha fatto solo perché vuole giocarsi il tutto per tutto sulle Tofane, nella gara olimpica: ha un feeling speciale con quella pista, è stata quella la molla che l’ha spinta a rientrare.

    All’inizio pensavo fosse un azzardo, poi parlando con lei ho capito che stava trovando le sensazioni che voleva e non a caso è tornata competitiva, certo dopo un periodo di ambientamento. Da amica sono felicissima: ci stimiamo, c’è un grande rapporto che va oltre lo sci, dove siamo rivali solo in pista. Ed è bello che sia così. Un podio assieme a Cortina? Sarebbe semplicemente favoloso”.

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