Campione di tutto, campione su tutto. Perché a Perugia non sanno più come fare spazio a tutti i trofei che negli ultimi tempi sono andati arricchendo la vetrina di casa. La seconda Champions consecutiva suggella un’annata per certi versi unica e irripetibile, fatta di 47 vittorie su 50 partite disputate, con un solo inciampo (sebbene “pesante”: la semifinale di Coppa Italia persa contro Verona) nelle ultime 42 partite giocate. Senza quello stop, magari sarebbe arrivato anche il quinto trofeo stagionale, ma 4 è comunque un numero altisonante. Così come altisonante è il dominio delle squadre italiane in campo continentale.
- Manfredi esalta il modello italiano: “Un movimento al vertice”
- Perugia suggella una stagione (quasi) perfetta
- Poche presenze a Torino: la CEV sorpresa dal flop di pubblico
Manfredi esalta il modello italiano: “Un movimento al vertice”
Un anno fa furono le donne a ergersi ad assolute protagoniste, con Conegliano (Champions), Novara (Cev Cup) e Roma (Challenge Cup) che monopolizzarono le tre competizioni continentali. Stavolta in campo femminile la Turchia s’è presa la sua rivincita, con la favola Vallefoglia scritta in Challenge Cup come unico trionfo italiano in Europa (il Galatasaray di Myriam Sylla ha conquistato la Cev Cup a spese di Chieri, il VakifBank s’è preso la Champions).
Ma in campo maschile non c’è stato nulla da discutere: Milano s’è presa la Challenge Cup, Piacenza la Cev Cup, Perugia (di nuovo) la Champions. “Perugia ha costruito nel tempo una realtà solida, ambiziosa e capace di mantenersi ai vertici del volley internazionale”, ha commentato il presidente FIPAV, Giuseppe Manfredi. “Per la pallavolo italiana è motivo di grande orgoglio aver centrato tutte e tre le competizioni continentali, a riprova del fatto che il movimento è sempre più ai vertici nel panorama non soltanto europeo, ma anche mondiale”.
Il contro sorpasso dei maschi però è un segnale di cui tener conto: l’Italia del volley femminile sta progressivamente vedendo emigrare molte giocatrici di livello (Orro e Sylla quest’anno verranno raggiunte da Antropova in Turchia), mentre in Superlega accade il contrario, con i big che scelgono di approdare in Italia.
Perugia suggella una stagione (quasi) perfetta
Perugia ha dominato una final four che in sede di presentazione qualche grattacapo avrebbe dovuto offrirlo, ma che alla prova dei fatti s’è rivelata l’ennesima dimostrazione di superiorità da parte di Giannelli e compagni. Che hanno vinto entrambe le gare senza lasciare indietro neppure un set, con il primo della finale contro l’Aluron Warta Zawiercie decisivo nell’indirizzare l’atto conclusivo (incredibile come la Sir lo abbia ripreso per i capelli dopo che tutto sembrava perduto).
Un finale di stagione perfetto, con Lorenzetti giustamente orgoglioso del lavoro svolto dai suoi ragazzi, seppur un po’ malinconico al pensiero che molti di loro (Colaci, Ben Tara, Russo, Ishikawa, Dzavoronok e Argilagos) non torneranno a giocare a Perugia nella prossima stagione.
Poche presenze a Torino: la CEV sorpresa dal flop di pubblico
La final four di Torino, oltre a ribadire l’egemonia della società del presidente Gino Sirci (19esimo trofeo in 13 stagioni, da quando cioè è approdata in Superlega: 10 ne sono arrivati nell’ultimo triennio con Lorenzetti in panchina), ha però lasciato dietro di sé qualche spunto polemico. Su tutti, la scarsa affluenza di pubblico alla InAlpi Arena, la struttura resa celebre dal fatto che negli ultimi 6 anni ha ospitato le ATP Finals.
E se per il tennis il pienone è stato sempre assicurato (anche quando Sinner non era ancora il Sinner di oggi), per il volley l’accoglienza è stata molto più tiepida, col palazzetto torinese riempito per meno della metà, tanto che a fatica le telecamere sono riuscite a eludere dalle inquadrature gli spalti vuoti. La sola presenza di Perugia, evidentemente, non ha prodotto l’effetto traino come ad esempio è successo a Istanbul per la final four femminile di inizio maggio, dove però c’erano due squadre locali (nonché finaliste: VakifBank ed Eczacibasi) che hanno richiamato il pubblico delle grandi occasioni.
In Italia invero è la pallavolo femminile quella maggiormente deputata a riempire i palazzetti, almeno se si guarda a livello di club. La CEV c’è rimasta un po’ così: non siamo ai livelli del “deserto” brasiliano per il Mondiale per Club organizzato dalla FIVB, ma comunque (a parte Perugia che ha vinto) in pochi hanno fatto realmente festa tra gli organizzatori.
