Una stagione in blucerchiato condita da 14 presenze e un gol, siglato nel pareggio interno contro la Lazio del 9 ottobre 1985, Domenico Marocchino non ha mai dimenticato Genova e la piazza sampdoriana. In questa intervista l’ex calciatore, con un passato importante anche nella Cremonese, altra realtà di questo campionato di Serie B, ha parlato del delicato momento della squadra di Corradi, uscita severamente sconfitta dal campo dell’Avellino, e dell’amore incondizionato della tifoseria per la Sampdoria, senza tralasciare i già citati grigiorossi e una panoramica generale sul campionato cadetto.
- La Sampdoria, Bernardo Corradi e Insigne
- La Sampdoria e i suoi tifosi
- Cremonese e la situazione attuale grigiorossi
- Avellino e le sorprese di questo campionato
La Sampdoria, Bernardo Corradi e Insigne
Vorrei partire da panoramica generale sulla condizione della Sampdoria. Cosa pensa di questa situazione?
“È una situazione che si protrae già da qualche anno. Sembra una ripetizione continua. Quando ti trovi in questa condizione, uscirne non è mai facile. Dovresti avere un pool di competenti che, con le poche disponibilità, riescano a trovare una soluzione, perché in queste condizioni si è messi male”.
C’è stata anche la scelta di Corradi al comando, crede che possa far uscire la Sampdoria da questa delicata condizione?
“Mi sembra deciso nelle dichiarazioni. Questo, però, è un giudizio che non posso dare: dovrei vedere gli allenamenti e capire il valore della rosa. La Serie B è un campionato difficile, che dà meno punti di riferimento rispetto alla Serie A. Io, che ho giocato sia in A sia in B, per assurdo ho trovato più difficoltà in B, perché si ragiona in un altro modo; quindi non è facile. È un campionato molto più, non so come dire, garibaldino. È complesso. Io ero al Bologna, in B, con una squadra che avrebbe potuto giocare in Serie A, e non siamo riusciti a vincere il campionato. È difficile. Bisogna avere calciatori esperti e validi per la cadetteria”.
Tra gli esperti c’è Insigne, che ha iniziato benissimo questo campionato.
“Insigne, con la qualità che ha, potrebbe giocare anche da fermo. Il problema, però, non è il valore o il rendimento del singolo, ma il rendimento del collettivo e la capacità di gestire le situazioni più difficili. Non è un solo giocatore, per quanto sia il più bravo, a poter fare la differenza. È un insieme di fattori a dover funzionare”.
La Sampdoria e i suoi tifosi
Tra l’altro è un anno particolare a Genova, con gli 80 anni della Sampdoria.
“Mi spiace tantissimo per i tifosi. Si parla sempre di quelli del Genoa e della curva rossoblù, ma la stessa cosa bisogna dirla per la Sampdoria. Sono sostenitori molto legati alla propria squadra, quindi mi dispiace davvero per loro. Sono stati vicini alla squadra anche l’anno scorso. Negli ultimi anni ci sono state situazioni che hanno un po’ scombussolato l’ambiente”.
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Cremonese e la situazione attuale grigiorossi
Passo a un’altra squadra di Serie B, la Cremonese, con cui lei ha giocato. Che giudizio dà della loro stagione fin qui?
“La Cremonese ha già cambiato allenatore, prima di tutto dopo aver confermato Federico Giampaolo lo scorso anno. Era una squadra che ha lottato fino all’ultima giornata di Serie A e che nelle prime partite di B è andata in difficoltà. Però è un campionato molto lungo e i tre punti sono ingannevoli. Se fai un filotto di tre o quattro vittorie, da una determinata posizione puoi subito risalire. Tuttavia, può succedere anche il contrario. L’anno scorso la Cremonese, all’inizio del campionato, ha fatto risultati notevoli e poi ne ha persi diversi di fila. È un classico. Si va un passetto alla volta. Ovviamente c’è il Palermo, che già l’anno scorso è andato ai play-off e quindi ha una struttura forte. Può contare su un bravo allenatore e un bravo direttore sportivo come Carlo Osti, che è stato anche alla Sampdoria. La favorita è sicuramente il Palermo”.
Tra l’altro la Cremonese viene da due pareggi da 0-0 e ha anche un problema in fase offensiva, dove segna poco: ha fatto solo 5 gol in 6 giornate.
“Eppure è una squadra retrocessa che ha mantenuto diversi giocatori dell’anno scorso. Hanno preso questo ragazzo della Juventus, che dicono sia molto forte, Licina. Però è dura, è una battaglia ogni domenica. Tutti vogliono entrare nel porto, ma alla fine di barchette ne entrano poche”.
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Avellino e le sorprese di questo campionato
Domanda sull’avversario della Sampdoria della scorsa settimana, l’Avellino: può essere la sorpresa di questo campionato di Serie B?
“Può essere. In questi campionati c’è sempre una squadra che non parte favorita e poi diventa una pretendente. Come l’anno scorso il Catanzaro, e c’è stato anche il Frosinone. C’è anche il Modena. D’altro canto, squadre che lo scorso anno hanno fatto bene oggi si trovano in difficoltà. La Serie B è un campionato subdolo”.