C’è già un posto che salta nella Figc dopo il pasticcio sulla candidatura di Malagò a presidente, che ha portato al commissariamento: secondo La Repubblica a pagare per tutti sarà il segretario generale della Figc Marco Brunelli, l’uomo che firmò la candidatura nonostante il mancato tessseramento dell’ex presidente del Coni. A giorni sarà licenziato, forse lunedì. Potrà impugnare il provvedimento mentre per il suo posto in pole c’è Giancarlo Viglione.
Chi è Giancarlo Viglione
Viglione ad oggi è il responsabile dell’ufficio legale della Federcalcio. E’ spinto da Assocalciatori e Assoallenatori e dall’ad dell’Atalanta Percassi che lo avrebbe voluto anche a giugno Per Viglione si tratterebbe di un salto significativo, sostenuto anche dai rapporti costruiti negli anni all’interno del sistema calcistico. Il legale è considerato vicino all’ex presidente Gabriele Gravina – che ha difeso in una recente vicenda – e apprezzato anche da ambienti di primo piano del calcio professionistico ma è già stato al centro di non poche polemiche. Di nota fede interista, infatti, al legale FIGC era stata contestata la presenza a San Siro durante i festeggiamenti dell’ultimo scudetto nerazzurro, fu visto tra abbracci, strette di mano e momenti conviviali con Simone Inzaghi, Beppe Marotta e Piero Ausilio nei pressi della panchina interista.
Una presenza che sarebbe apparsa quantomeno indelicata alla luce del ruolo istituzionale e super partes, inoltre lo stesso dirigente federale era stato inoltre fotografato in un noto ristorante insieme a Gravina e a Marotta. Sarebbe stato proprio Viglione uno dei primi interlocutori contattati dalla Lega per affrontare la questione relativa ai controlli supplementari sulla vicenda Rocchi.
Il ruolo nel caso Rocchi
Secondo quanto emerse dopo la deposizione, Viglione avrebbe fornito agli inquirenti uno spaccato significativo sulla questione delle presunte bussate” alla sala Var durante la scorsa stagione, episodi che secondo gli investigatori potrebbero aver inciso sulle decisioni arbitrali ed era stato anche ascoltato dalla Procura di Milano, come persona informata sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni e preferenze nella gestione delle designazioni arbitrali e della sala VAR di Lissone, poi archiviata.
L’indignazione del web
Fioccano le reazioni sui social: “Pasticcio? Non era tesserato e non era eleggibile e lo sapeva lui e tutta la baracca. ” e poi: “E io che pensavo che Viglione fosse spinto dall’Inter. Sono il solito malpensante” e anche: “Ma facciamolo direttamente presidente della Repubblica il signor Viglione”, oppure: “Viglione, senza addentrarci nella vicenda arbitri, solo per una questione di opportunità, avrebbe dovuto dimettersi da qualunque incarico in FIGC per palese mancanza di equidistanza. Invece lo premiano promuovendolo. ” e infine: “Dai che ci mettono il buon Viglione così completano la Marotta League”
