“Benvenuto presidente!”. La sciarpa corallina intorno al collo a Giuseppe Langella, nella prima uscita in pubblico a Torre del Greco di giovedì sera, la porge con cura un tifoso di vecchia data, dai capelli bianchi. Ma in sala ci sono appassionati di tutte le età che hanno atteso e ora salutato il ritorno del calcio giocato.
Dal suo canto, il neo numero uno della Turris, quando prende il microfono, schiarisce la voce e fa una premessa in punta di piedi: “Chiedo a voi il permesso di essere il presidente della Turris 1944”.
Ed è subito acclamazione. Appalusi, cori e sventolii di bandiera coralline alzano ulteriormente la temperatura nei locali della palestra Lambiase (ex Gil), che non contengono la gente accorsa ad ascoltare le parole dell’oramai ex patron del Nola, che ha deciso di trasferire a Torre il titolo di serie D. “Intendo portare qui un calcio spumeggiante, vincente, un calcio che merita questa piazza attraverso un progetto serio, duraturo. Con l’aiuto di tutti i tifosi, dell’amministrazione comunale, delle attività che ci potranno supportare, ci faremo rispettare dall’inizio, sin dal primo campionato”.
Langella rompe presto gli indugi: “Sono un passionale, vogliamo vivere questo sogno insieme a voi. Preciso di essere l’unico proprietario di una società sana, figlia di sacrifici, che non meritava di finire in altre mani. Sono stato corteggiato da altre piazze, anche molto vicine, ma non vado più a tappare buchi. Sono di San Giuseppe Vesuviano e la storia della Turris la conosco bene. Ringrazio chiaramente il sindaco e l’amministrazione: ci siamo confrontati e mi ha rapito certamente pure la prospettiva del nuovo stadio, anche se ritengo per il momento il Liguori all’altezza della categoria che andremo a disputare e che spero di abbandonare presto”. Altra ovazione.
La mano tesa a Luigi Mennella e una frase per il definitivo disgelo dopo l’incidente diplomatico salva-titolo di un mesetto fa, quando Langella aveva aperto ad una possibile permanenza a Nola: “In quel momento rappresentavo un’altra piazza e dovevo portare a termine il campionato”. Pace fatta. Anche qualcosa di più. La stretta di mano ripaga lo stesso primo cittadino anche dell’amarezza della scorsa estate, quando nessuno aveva investito del nuovo titolo di Eccellenza concesso dalla Figc alla città dopo l’esclusione della Turris Calcio srl dai professionisti. Con l’accordo con Langella è arrivato direttamente il salto in serie D, quasi come a recuperare alle scuole serali l’anno perduto, insieme alla certificazione dell’inconsistenza di alternative locali nell’investire nel calcio.
A cura di Nello Giannantonio
